Capri

Gino Sabatini Odoardi

Trona indietro
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Gino Sabatini Odoardi, Senza Titolo con inginocchiatoio, 2015

Installazione ambiente di mixed media

Location: Capri, Certosa di San Giacomo, Canonica

Un inginocchiatoio in legno anni Trenta con sportello apribile accoglie non senza costrizioni un panneggio bianco in termoformatura opalina. A cintare l'installazione semi-liturgica, dodici disegni in grafite su fogli di polistirene opachi ed incastonati in altrettante teche bianche occultano santini devozionali di un tempo.
Il drappeggio illusoriamente morbido avvinghia l'inginocchiatoio negando allo stesso qualsiasi apertura dell'anta violata.
Si contempla un "plastico" diniego senza testi di sorta.

Foto di Claudia Ferri

Bio Breve

(Pescara, 1968) Determinanti nella sua formazione gli incontri con Fabio Mauri (performer nel 1997 in "Che cosa è il fascismo" alla Kunsthalle di Klagenfurt (Au) e poi suo assistente) e Jannis Kounellis (allievo nel 1998 a L'Aquila). Nel 2010 la Logos edizioni pubblica un volume a lui dedicato, a cura di Francesco Poli e Massimo Carboni. Nel 2011 è alla 54° Esposizione Internazionale d'Arte "La Biennale di Venezia", Padiglione Italia (Arsenale).
Artista poliedrico, ma con solidi riferimenti all'arte concettuale, ha al suo attivo un nutrito curriculum di mostre importanti, personali e collettive, in Italia e all'estero.
Tra i vari premi:nel 1999 ha ricevuto da Alfred Pacquement (Centre George Pompidou) "Le prix des Jeunes Createurs" all'Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi.
Il percorso dell'artista si caratterizza da un marcato interesse verso il pensiero tradizionale, il modo di porsi dell'uomo (e il suo continuo bisogno di conferme) di fronte all'inconoscibilità del mondo. L'intenzione è quella di insinuare il dubbio, rimettere in discussione la realtà, rompere gli equilibri su cui poggia la nostra cultura, scardinando le nostre sicurezze, in un gioco di specchi infiniti, un continuo rimando senza risposta. I lavori si situano in bilico tra il sacro e il profano, e la modularità seriale dell'oggetto in un drappo plastico. "Termoformatura in polistirene" è la definizione tecnica del procedimento sfruttato dall'artista per realizzare gran parte dei suoi lavori, l'appropriazione di tale processo materico lo rende artista unico nel panorama italiano e internazionale. Dal 2013 è rappresentato dalla Gowen Contemporary di Ginevra. Vive e lavora tra Roma e Pescara.