Capri

Remo Salvadori

Trona indietro
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Remo Salvadori, Fontana Verticale

rame, piombo, stagno, acqua, motore

Location: Chiesa della Certosa di San Giacomo

2013-2016
ca. 152 x 100 cm

Bio Breve

Con Remo Salvadori l'artista si orienta verso l'osservatore e non solo sulla cosa osservata: sul transito dall'intuizione alla germinazione, dalla formazione alla contemplazione e viceversa, senza soluzione di continuità. Per Salvadori l'arte, l'opera e l'osservazione sono un continuo infinito presente. O detto in altri termini, l'arte è individuazione e verifica personale di esperienze e relazioni diacroniche e complesse (ad esempio tra gesti, materie, fonti culturali, oppure modelli, paradigmi e contesti d'uso). Per Salvadori l'arte è anche trasformazione degli opposti in unione, comunione dei diversi stati della materia e della psiche nella forma, elevazione senza separazione del fisico e del sensibile verso il sovrannaturale e l'etereo. Esperienza alchemica ed esperienza conoscitiva, l'opera accade nel momento senza dispersione, salti o fratture Un'esperienza non complicata ma completa della realtà, per conquistare una visione totale assieme a una coscienza superiore dei legami e delle gerarchie, delle proprietà e potenze che connettono i livelli dell'umano e del naturale, del terrestre e del celeste. Un pensiero che Salvadori fa suo. Vive l'arte come una sorta di rivelazione, che matura lentamente dentro, fino a quando non si fa chiara e manifesta. L'arte è conoscenza acquisita attraverso un processo interno; l'incontro, la processualità ne rivelano l'intima essenza. Per Remo Salvadori punto di partenza è lo spazio: sia quello familiare (la casa, lo studio) sia quello collettivo della città o quello universale del paesaggio terrestre o cosmico. Tavolo d'angolo (1972) ad esempio è stato esposto per la prima volta all'interno della sua abitazione milanese. Si tratta di una forma circolare costruita intorno ad uno spigolo, una forma artistica inscritta nella dimensione quotidiana e all'interno dei rapporti familiari per superare le asperità e le nette separazioni. L'opera Nel momento (1974) rivela invece "una complessità tra pieno e vuoto. I diversi risultati visualizzano un'energia che si viene a manifestare nel momento". Ma ogni momento, così come ogni immagine, appaiono essere sempre diversi sebbene alla base dell'elaborazione ci sia un solo metodo geometricamente stabilito. E' attraverso l'azione del taglio delle superfici che si determina una trasformazione e una differenziazione. L'opera ne è la testimonianza. Per queste sue forme, simili a origami o mandala, a mosaici bizantini o ai celebri 'nodi' di Leonardo da Vinci, Salvadori utilizza sette metalli rispettando la natura delle diverse sostanze, le loro qualità e corrispondenze. Alla metà degli anni Ottanta, l'artista ha Continuo infinito presente, un anello circolare realizzato intrecciando una matassa di fili d'acciaio senza mostrare il punto di saldatura, per mettere lo spettatore di fronte all'indissolubilità spazio-temporale. Salvadori espone l'opera, di cui circonferenza e spessore cambiano di volta in volta, al Museo Pecci di Prato (1997), al Castello di Santa Maria Novella (Certaldo, Dopopaesaggio 1998), alla Galleria Christian Stein di Milano (1999), allo Stabilimento Manifatture Tabacchi di Firenze (Boom, 2000), a Istanbul e Firenze (Piazza del Duomo, Colonna di S.Zenobi, 2010).