Capri

Alessia Armeni

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Alessia Armeni, Am-mira i Bianchi di Capri

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"È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. ... I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo" (Fernando Pessoa).

Il paesaggio è un'entità interiore definita dal nostro sguardo, educato dalla nostra conoscenza. L'idea del paesaggio è in continua definizione, è lo specchio del legame culturale tra l'uomo e l'ambiente.
Capri è il paesaggio romantico per eccellenza, anzi è uno dei prototipi su cui si è formata l'idea di paesaggio tardo romantico. Uno degli strumenti che il pittore di paesaggi portava con sé, era uno speciale mirino, un cartoncino grigio con un foro, che permetteva di isolare il colore dal contesto per osservarlo senza interferenze.
Attraverso uno strumento analogo Alessia Armeni invita a trovare nel paesaggio di Capri i colori che ha selezionato e ai quali ha dato un nome. Ha individuato i colori all'interno delle infinite sfumature del bianco.
Il bianco è il colore più ambiguo. Chiamiamo bianco ciò che conosciamo come tale: chiameremo bianco il foglio di carta bianco sia se osservato sotto la abbagliante luce estiva, sia all'ombra che alla calda luce del tramonto, per quanto il suo colore effettivo abbia virato al celeste, al grigio, al rosa, ecc.. Quando fissiamo delle nuance di colore dando loro un nome, ecco che queste acquistano identità: avorio, ghiaccio, latte.
I colori, come i paesaggi, esistono e li riconosciamo solo in seguito ad un processo culturale di identificazione.
I nomi con i quali Alessia Armeni definisce i colori per questo progetto vogliono evocare immagini interiori, una monade di paesaggio.
La scelta di realizzare un'opera d'arte che sia un piccolo strumento tascabile, da stampare a tiratura tipografica e che venga distribuita con le stesse modalità di un materiale promozionale, porta con sé un tema interno su cosa distingua un'opera d'arte da un gadget, un oggetto funzionale o una cartolina; l'interrogativo, più che aperto, ha come risposta la didascalia in quanto tale, stampata sul retro dell'oggetto dove, al di sotto del titolo dell'opera, si riportano, come da consuetudine museale, le note sulle misure, la tecnica adottata ed il materiale.

Bio Breve

Alessia Armeni vive e lavora a Roma. Ha conseguito il diploma in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 1999. Dal 2009 sviluppa attraverso la pittura e altri media una riflessione sul colore, in particolare attorno al concetto di bianco, come elemento di indagine e rappresentazione di concetti quali il trascorrere del tempo, l'identità, la denominazione.
Ha esposto in Italia e all'estero; tra le personali: Abbaglio nitido, Spazio Varco, L'Aquila, 2016; Tilt, Spazio Y, Roma, 2015; Tiempo-Espazio-Luz, curata da Karen Huber, la 77, Mexico-City, 2011.
Una selezione delle mostre collettive recenti comprende: Landina, varie sedi, curata da Lorenza Boisi; IBYM, I'll Be Your Mirror, un progetto di Sophie Usunier, presso lo studio di Arianna Giorgi, Milano; Grand Hotel, curata da Serena Fineschi e Marco Andrea Magni, Riot Studio, Napoli; The Studio Chronicles, con un testo critico di Bianca Baroni, RH Contemporary Art, New York; Heads, curata da Vera Portatadino, Yellow, Varese; Profil Perdu, curata da Karen Huber, Gallery MC in collaborazione con Karen Huber Gallery, New York; Origin and geography in the digital era, curata da Alessia Armeni, Italian Institute of Culture, San Francisco.